Ci sono posti per i quali non basta aver imparato a memoria la Lonely Planet, non basta essersi sorbettati uno slideshow di foto dell’amico , non basta aver seguito un ciclo di lezioni sulla cultura e sul clima locale. Non basta per capire le mille sfumature di quel luogo [Read more...]
India: lasciatevi portare
Volare sul Po, Vertical Team
Volare sul Po, volare oooooh, nel blu dipinto di blu, felice di stare lassù. Ai Murazzi sentirete spesso intonare Modugno, perché di questi tempi sul Po si vola. Il tutto grazie ad una “verticaline” (o “zipline” per i tecnici o “teleferica” per i comuni mortali) [Read more...]
The endless winter
I surfisti di The Endless Summer cercavano la loro estate infinita girandosi in lungo e in largo i cinque continenti; gli sci alpinisti del Vertical Team cercano il loro inverno infinito a pochi kilometri da casa. [Read more...]
Low budget, big surf
Low budget, big surf (parte due)
di Riccardo Chiura

La seconda parte del Low budget, big surf trip continua infatti in Marocco.
Cico resta a Torino, io e Adele incontriamo il resto della ciurma a Malpensa e approfittiamo con gran piacere del volo low cost easyjet diretto ad Agadir. Il gruppo “maruega” questa volta è numeroso, oltre a me e Ade ci sono Gabo, Fabri, Lily, il Carnassa, il Tonella, Giulia, Sara e Pablo. Dopo 3 ore di volo, atterrati in Marocco, in poco tempo diventiamo una grande famiglia dai piedi sporchi e dagli stomaci brontolanti.
low education, big surf
Dato che è la settima o ottava volta che mettiamo piede in questo affascinante paese e negli anni abbiamo avuto modo di girarlo in lungo e in largo, questa volta tutti abbiamo tutti chiaro lo scopo del viaggio. Che è riassumibile in una frase: poca cultura, tanto surf! Le previsioni parlano chiaro, sono in arrivo una serie di swell (mareggiate) da nord e la più grande porta con sé una confortante (o sconfortante) misura di altezza onde: 18 piedi. Alcuni sono dubbiosi, altri – carichi di positiva ignoranza . seguono alla lettera gli insegnamenti del freerider John Treeman, il quale, alla visione di una montagna strabordante di metri di neve fresca al limite della sciabilità, esclamò: “Non è mai troppo fonda”.
Leggi l’articolo completo sul numero di Marzo di Sport 2.0
Visita il sito ufficiale del Vertical Team Life
[nggallery id=24]
Con la tavola sotto braccio fino alla fine del mondo
Con la tavola sotto braccio
fino alla fine del mondo
Una Rumbler del 69 che perde pezzi per strada, leoni marini e balene che fanno ciao e l’immancabile tavola sotto braccio. Tutto quel che serve per partire da Lima alla volta della Patagonia, e poi giù fino alla Terra del Fuoco, la fine del mondo descritta dal buon Magellano.
Diario di un viaggio estremo, tassativamente per sportivi 2.0.
Da Lima alla Patagonia c’è un bel po’ di strada: la Panamericana Sud è davvero lunga.
Deserti, montagne, colline; sterrato: ci serve un mezzo sicuro e affidabile, spazioso ed elegante.
Una breve ricerca nella zona “chic” di Lima basta per trovare quello che fa al caso nostro:
Rumbler del 1969, 500 euro, motore “petrolero” da 2500 cc, molto lunga, bordeaux, ruote lisce e crepate, freni funzionanti (fin troppo), perde petrolio dal serbatoio, i tergicristalli non funzionano, le porte non si chiudono… insomma, è perfetta.
A metà settembre “La Chacaliaza” è pronta per la strada, il rombo del motore è un dolce suono, un suono che non permette di sentire null’altro. Le ruote iniziano a macinare chilometri, non ci preoccupiamo del fatto che dopo poco, in piena corsa, il cofano si spalanca completamente sbattendo forte contro il parabrezza. Ma una pietra del deserto basterà a riparare il danno, fa parte del gioco. Tutto farà parte del gioco…un gioco bellissimo.
Inizia una lenta discesa che ci porterà verso Sud. Superato il confine, attraversiamo gli immensi deserti del nord del Cile. La stagione invernale sta per finire, ma nel profondo Sur la neve abbonda ancora. Alla vista delle Ande imbiancate ci carichiamo la tavola a spalla e, dopo una lunga camminata, facciamo la prima discesa della stagione. La Cordigliera delle Ande, seconda solo all’Himalaya, è ricca di cime affascinanti che ci accolgono con la loro neve primaverile.
Decidiamo di attraversare le Ande per raggiungere l’Argentina. L’idea è di muoversi lungo la Ruta 40, mitica strada ai piedi delle Ande che scende fino in Patagonia, ma le condizioni non lo permettono. Vista la stagione, la Ruta 40 è ancora coperta di neve e ghiaccio, quindi l’unico modo per muovere verso le sconfinate terre patagoniche è dalla costa. Ci fermiamo a Bariloche, la più famosa stazione sciistica del Sud America. La location è veramente spettacolare, passiamo la giornata a fare belle discese a picco sul grande lago Lago Nahuel Huapi.
Torniamo in Cile, lasciamo “La Chacaliaza” all’isola di Chilo dal nostro amico Il Doc, conosciuto mesi prima a Lima, e prendiamo un volo per Punta Arenas. Siamo di fronte allo stretto di Magellano, davanti a noi la Terra del Fuoco. Siamo arrivati nel mondo alla fine del mondo.
Passiamo gli ultimi giorni di viaggio visitando i grandi parchi patagonici: il Parco Nazionale della Tierra del Fuego, il Torres del Paine e il Perito Moreno. Tra leoni ed elefanti marini, pinguini e guanachi, praterie e paesaggi sconfinati il nostro viaggio volge al termine.
[nggallery id=3]


