Fognini, tra sorrisi e occasioni perdute

E’ sempre difficile commentare un match di Fabio Fognini, uno dei classici geni e sregolatezza dello sport italiano. Anche nel 3° turno del Roland Garros 2012 (torneo nel quale era chiamato a difendere i quarti di finale del 2011) il tennista ligure ha alternato sprazzi di gran gioco, talento puro, a momenti di buio devastanti per il punteggio. Lo score conclusivo in favore dell’avversario di giornata, tal Joe Wilfried Tsonga, numero 1 di Francia e n° 5 del mondo, dice 7-5 6-4 6-4.
Nel primo set l’azzurro si è trovato a condurre 5-5 40-15 ed ha ceduto malamente il servizio, nonchè il gioco successivo. Nel secondo, dopo aver recuperato come nel primo un break di svantaggio, nuovo vantaggio per 40-15 sul 3-3. Situazione simile nel terzo set. Riagguantato il rivale sul 4-4, ha giocato un game incommentabile, cedendo nei fatti la partita. Peccato davvero per il nostro, ora seguito dallo spagnolo Perlas, già coach di Carlos Moja ai tempi in cui l’iberico vinceva il Roland Garros e gravitava tra i top. Non sappiamo se Fabio arriverà mai tra i top ten, solo un mago potrebbe dirlo.
Di lui sono piaciute oggi alcune azioni distensive messe in atto con Tsonga, vedi i complimenti a rete per un gran colpo del transalpino (immagine da ripetere anche sui nostri campi perchè fa del bene al tennis), meno i consueti atteggiamenti di apparente disincanto con i quali ha corredato i suoi passaggi a vuoto. Un talento ancora inespresso o destinato a rimanere tale a vita? Speriamo che la risposta sia la prima ma con i colpi e il potenziale che si ritrova, anche contro un gran giocatore come Tsonga, Fabio Fognini avrebbe dovuto osare di più. Solo così si sale in classifica e si fa la differenza. I sorrisi non bastano, il riconoscimento del valore dell’avversario invece aiuta, l’autore della gentilezza e chi guarda. Bravo a metà, caro Fabio.

Fabio Fognini (foto tennisjournal)

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