Sport, Turismo: mancano studi accademici

Nell’ultimo periodo per motivi di lavoro sono continuamente alla ricerca di libri che parlino dei legami tra sport, sponsorizzazioni e turismo. Come già accennato in un articolo precedente in cui parlavo della Coppa America di vela, il legame tra sport e turismo è notevole, ma sembra che la letteratura specialistica tenda a parlare esclusivamente del turismo sportivo. Per dirla in altre parole ci si perde una parte della visione complessiva! Infatti non vengono analizzate le sponsorizzazioni turistiche ad eventi che avvengono in altri luoghi o di quelle fatte a team sportivi ed atleti.Eppure è una pratica assai diffusa dappertutto, basti pensare alla formula1 e alle sponsorizzazioni  di vari stati sudamericani sugli alettoni, ai caschi degli atleti delle nazionali di sci che vengono sponsorizzate dai paesi dove vivono e si allenano (una specie di orgoglio di appartenenza), non parliamo poi delle società di volley, basket o calcio che sono sponsorizzate anche per andare a fare i ritiri estivi in determinate località, così da alzare il numero di presenze in hotel e ristoranti e portare maggiore ricchezza e benessere nelle zone interessate. La cosa mi ha stupito molto perché spesso vengono sponsorizzate da molto tempo in questo modo “classico” più di quanto non lo siano gli stage estivi nelle località sponsorizzanti. Questo ci indica come lo studio anche intellettuale della materia “sport” sia ancora agli albori e ricca di potenziali spunti anche per gli accademici che ne abbiano voglia. A riguardo si può fare un inciso, di tutti i libri che parlano dell’argomento sport e turismo quelli italiani sono a malapena quattro, di letteratura inglese ce n’è moltissima e anche quella francese ha libri di interesse. Insomma siamo in ritardo nuovamente, ma essendo campo ancora da esplorare per tutti si spera che presto arrivi qualcosa di qualità maggiore e “made in Italy”. Spesso in questi casi si ha il timore di scrivere di cose di cui non si hanno riferimenti, di essere troppo autoreferenziali, ma come non esserlo se non vi è letteratura a riguardo? Anche in questo caso è necessario coraggio.

Totti: un personaggio sportivo incredibile

Guardando l’ennesimo spot con protagonista Francesco Totti, mi è venuto da fare la riflessione che trovate di seguito.

Molti sono i personaggi sportivi usati dalla televisione, ma a longevità Totti è davvero unico. Probabilmente per la sua simpatia, per il fatto che sebbene considerato un vip appaia come l’amico della porta accanto, quello capace di farti ridere per una battuta ben fatta come per una gaffe memorabile. La sua immagine e la sua simpatia sono stati utilizzati per campagne umanitarie ed etiche, per prodotti di largo consumo o servizi, è stato ospite di trasmissioni e autore o soggetto di libri e barzellette. Le gesta sul campo non lo hanno limitato anche se di cose spettacolari ne ha fatte anche da sportivo. Il cucchiaio su rigore è il primo gesto distinguibile da tutti che insieme alle barzellette uscite in una raccolta in quel lontano 2000, sono state il vero trampolino di lancio.

Complimenti quindi a Totti e a chi ne gestisce l’immagine, sempre uguale a se stesso ma sempre differente, mai sovraesposta.

ecco un po’ di simpatia targata Totti

Sport e ristorazione: chi osa ci guadagna

Non è tanto insolito girare il mondo e vedere bar o ristoranti tematici, ma è ancora insolito trovare pochi riscontri in italia a riguardo.

Un esempio lampante di quanto possa essere importante la ristorazione in un ambiente sportivo ce lo dà lo Stade Toulousain con la sua Brasserie. Adiacente allo stadio e con servizio navetta gratuito, permette a tutti i curiosi e tifosi di mangiare bene in un ambiente curato e a prezzi ragionevoli (intorno ai 25€). Quello che c’è dietro è un chiaro messaggio marketing di accoglienza e di un vissuto a contatto con la leggenda sportiva della squadra.

In Italia esperienze simili non ce ne sono, solo il ristorante il Cavallino a Maranello permette qualcosa del genere, ma risulta coerente con la marca Ferrari e quindi non accessibile a chiunque.

Manca quindi un ulteriore sviluppo che certamente sarà intercettato prima dal calcio e poi dagli altri sport, risulta però curioso che in mancanza di entrate non si abbia pensato di seguire una tendenza già radicata all’estero.

Probabilmente l’idea creativa che viene incontro al cliente, ai suoi bisogni e che permette di ascoltarlo più da vicino non è ancora un approccio ben strutturato nello sport italiano

Ma l’ascolto è, un aspetto fondamentale del rapporto con l’utente.

Ecco un video che ci mostra la brasserie dello Stade Toulousian

Summer Camp: risorsa economica

Siamo ormai vicino alla fine dell’anno scolastico e i ragazzi finiranno di andare presso la propria società sportiva a praticare la loro disciplina preferita.

L’estate però è lunga senza poter giocare al proprio sport preferito, ecco quindi che i summer camp !

Sono uno strumento utile alla famiglia che vede il proprio figlio scaricare la propria voglia di fare nello sport che più preferisce. Sono utili alle società/federazioni per i ritorni economici e promozionali che ottengono. Sono utili agli allenatori e ai giovani studenti di Scienze motorie per fare qualche soldo in più e accumulare esperienze. Sono vantaggiosi anche per le pubbliche amministrazioni locali che vedono aumentare l’affluenza di giovani e famiglie che rilanciano i consumi e danno una maggior ricchezza al luogo in cui vengono praticati i camp.

Ora se la mia analisi è corretta come mai in Italia non sono diffusi in tutte le discipline sportive?

Negli States è una cosa che abitualmente viene offerta ai bambini anche piccoli vedasi video per conferma

Google Trends (parte II): sport sponsor, ma non è tutto per lo sport marketing!

Oggi, come promesso, riprendo partendo dalla nuova ricerca fatta su google trend.

Le parole di oggi sono “sponsor sport”. Dal grafico globale notiamo che è un trend che decresce velocemente con l’arrivo negli anni passati della crisi economica e che sembra ancora decrescere.

Guardando però la mappa mondiale notiamo subito una cosa importante: l’Italia è il luogo dal quale questa ricerca riceve più input.

Questo è il primo dato importante, anche drammatico. Significa che non si è ancora capito che le società sportive dipendono ancora dai partner commerciali in maniera opprimente e che le dirigenze non sono capaci (per pigrizia o altro) di avanzare a un nuovo modo di gestione, più moderno e al passo con i tempi. Ma credo che basti citare lo stato del volley femminile di vertice per capire che la situazione è davvero arrivata ad un punto di non ritorno.

Il grafico nazionale ci permette di comprendere anche, che l’andamento non ha un ciclo definito ma che in genere trova i picchi in settembre, quando le società arrivate con l’acqua alla gola cercano di aumentare i partner commerciali.

Riassumendo quindi, abbiamo l’ennesima prova empirica che il marketing sportivo in Italia viene soprattutto inteso come ricerca sponsor a scapito di quelle possibilità di sviluppo commerciale che sono biglietti, tesserati e merchandising.

Google Trends (parte I): sport marketing ovvero quello che manca in Italia

Oggi e la prossima settimana, vorrei far riflettere su come sia diffuso il concetto di marketing nello sport italiano.

Per farlo, ho pensato di utilizzare uno strumento alla portata di tutti: google trends che è uno strumento che registra le richieste del motore di google localizzandole a livello geografico.

La coppia di parole di oggi è “sport marketing”, la prossima settimana completeremo il ragionamento con “sport sponsor” e anticipo che ne vederemo delle belle…

Come vedete dal grafico allegato nell’immagine, è un trend in decrescita ma che negli ultimi anni ha un livello abbastanza costante. Quello che è interessante notare è la periodicità dei picchi alti, sono i momenti in cui le società cominciano a pensarci (febbraio, maggio e settembre) mentre nei picchi bassi (aprile, agosto/settembre) si denota il momento di disinteresse maggiore della tematica.

Cosa possiamo comprendere da questo? Innanzitutto che a riguardo non c’è un’attenzione costante sulla tematica e che spesso ai picchi alti seguono o precedono picchi alti come se si volesse recuperare il tempo perduto documentandosi il doppio. In tal modo abbiamo non una preparazione costante ma solo quando serve.

Se avrete la pazienza di andare su google trends e guardare il risultato mondiale della ricerca, noterete anche guardando la mappa come in realtà di sport marketing si parli poco in Italia rispetto ai paesi più sviluppati in questa tematica (UK, USA, Germania, Francia) dove i picchi alti sono ben di più durante i 12 mesi.

Abbiamo quindi, un dato importante, siamo indietro ancora sul comprendere che lo sport marketing durante l’anno è qualcosa su cui restare aggiornati, che non serve solo per le sponsorship visto che febbraio,maggio e settembre sono i mesi in cui generalmente ci si muove per cercare partner commerciali.

Top Italian Brand: quando lo sport aiuta a al valore di marca

Da una ricerca fatta dalla mpp consulting sul valore di marca ci fa notare come 20 sui primi 25 marchi abbia a che fare in modo importante con lo sport.

Ricordiamo solo i primi 3 per praticità ma il discorso potrebbe farsi per tutti i marchi in modo dettagliato:

1)Ferrari: nato per le corse e da lì nasce il mito

2)Prada: in un momento buio per l’azienda la proprietà decide di investire nella vela. Nasce Lunarossa e rinasce il marchio Prada.

3)Armani: aziende da sempre leader per la moda, si cimenta nel basket assumendo sponsorizzazione e proprietà della più prestigiosa squadra italiana: Olimpia Milano

Lo sport è quindi strumento per dare valore al marchio, bisogna comprenderlo come manager sportivi per poi farlo capire anche alle aziende a cui si propone una partnership.

Un’azienda come Prada non riesce più a fare a meno del brand Lunarossa, si potrebbe dire quasi che il prodotto ha cannibalizzato la marca

Harlem Shake: quel marketing virale che fa bene allo sport

I più giovani lo conosceranno bene. Divenuto tormentone del web sembra non risparmiare quasi nulla.

Parliamo dell’Harlem Shake un modo goliardico e divertente di farsi vedere per 30 secondi e nel caso dello sport, promuoversi.

Ce ne sono di tutti i tipi, lo sport in questo caso ne è un vero e proprio protagonista e anche alcune società sportive italiane partecipano con divertimento al gioco.

Questi sono modo molto semplici per promuoversi e a costo zero, una telecamera e pochi minuti di video, da far fare ai propri atleti, familiari e tifosi. ci sono poi, anche i tormentoni come quelli dell’estate scorsa come Carly Jepsen ed il suo “Call me maybe” rivisitato da tanti gruppi sportivi, un modo davvero facile e coinvolgente di farsi conoscere.

Ci si lamenta dei pochi denari degli sponsor? Beh allora non c’è modo migliore di promuoversi e promuoverli

Di seguito due video che fanno capire anche a chi non li ha mai visti cosa siano l’harlem shake e call me maybe

 

 

 

Sponsor in calo anche nel 2013: – 6,4%

La nota di Stageup, studio che annualmente analizza l’andamento delle sponsorizzazioni in Italia, così si esprime:

“Prosegue il calo degli investimenti. Il 2012 si è chiuso a -8.2% sul 2011 (la perdita dal 2008 è salita a 507 milioni, -28%).

La maggior quota dei denari (61% del totale) va allo sport. Dal 2008 la cultura ha perso il 42% dei fondi.
Prevediamo per il 2013 un’ulteriore discesa degli impieghi: -6.4%.
Aggregare l’offerta, puntare su progettualità e analisi dei ritorni, investire sul marketing
valorizzando potenzialità del territorio e community online sono vie percorribili per combattere la
crisi e preparare un rilancio degli investimenti.”

Bisogna semplicemente prenderne atto e ascoltare i consigli che non vengono solo dal sottoscritto, ma come si può vedere da tutti i professionisti del settore.

Feedelissimo: un aggregatore di blog anche di sport

Mi sono appena iscritto a Fedelissimo,

un aggregatore di feed davvero interessante che a seconda della tematica di trattata, unisce le notizie in modo da dare in un colpo d’occhio una visione completa delle notizie.

sono certo che i più evoluti tra i lettori capiranno l’importanza di tale mezzo e lo consiglio vivamente a tutti!

in allegato il link a cui fare riferimento per capire meglio di cosa stiamo parlando

http://www.feedelissimo.com/info/