Ministero dello Sport: Josefa Idem buon lavoro!

Un nuovo governo si è insediato da circa un mese, anche questa volta il ministero dello sport è senza portafoglio.

Va tutto male quindi? Va male, ma non malissimo.

Infatti, è stata insediata come ministro la campionessa Josefa Idem, come già aveva fatto notare qui, tra i nomi importanti dello sport entrati in questa legislatura in ambito politico.

Va anche segnalato che Josefa Idem era molto vicina all’attuale presidente del CONI Malagò, che l’aveva inserita tra i suoi consiglieri. Questo ci fa capire che è una persona propositiva e vedendo anche la sua carriera da atleta possiamo scommettere anche in una certa ostinazione. Non è però tutto qui, questa vicinanza tra Coni e Ministero forse apre spiragli di collaborazione molto più importanti specie per vedere lo sport nelle scuole, programma che Malagò ha tra gli obiettivi e che anche Josefa Idem segnalava all’interno del PD (partito in cui è inserita).

Possiamo augurare buon lavoro al Ministro Idem e sperare che lo sport arrivi ad essere risorsa importante del Paese.

Di seguito il video in cui in campagna elettorale Josefa Idem spiegava il suo progetto relativo allo sport in Italia

Google Trends (parte II): sport sponsor, ma non è tutto per lo sport marketing!

Oggi, come promesso, riprendo partendo dalla nuova ricerca fatta su google trend.

Le parole di oggi sono “sponsor sport”. Dal grafico globale notiamo che è un trend che decresce velocemente con l’arrivo negli anni passati della crisi economica e che sembra ancora decrescere.

Guardando però la mappa mondiale notiamo subito una cosa importante: l’Italia è il luogo dal quale questa ricerca riceve più input.

Questo è il primo dato importante, anche drammatico. Significa che non si è ancora capito che le società sportive dipendono ancora dai partner commerciali in maniera opprimente e che le dirigenze non sono capaci (per pigrizia o altro) di avanzare a un nuovo modo di gestione, più moderno e al passo con i tempi. Ma credo che basti citare lo stato del volley femminile di vertice per capire che la situazione è davvero arrivata ad un punto di non ritorno.

Il grafico nazionale ci permette di comprendere anche, che l’andamento non ha un ciclo definito ma che in genere trova i picchi in settembre, quando le società arrivate con l’acqua alla gola cercano di aumentare i partner commerciali.

Riassumendo quindi, abbiamo l’ennesima prova empirica che il marketing sportivo in Italia viene soprattutto inteso come ricerca sponsor a scapito di quelle possibilità di sviluppo commerciale che sono biglietti, tesserati e merchandising.

Google Trends (parte I): sport marketing ovvero quello che manca in Italia

Oggi e la prossima settimana, vorrei far riflettere su come sia diffuso il concetto di marketing nello sport italiano.

Per farlo, ho pensato di utilizzare uno strumento alla portata di tutti: google trends che è uno strumento che registra le richieste del motore di google localizzandole a livello geografico.

La coppia di parole di oggi è “sport marketing”, la prossima settimana completeremo il ragionamento con “sport sponsor” e anticipo che ne vederemo delle belle…

Come vedete dal grafico allegato nell’immagine, è un trend in decrescita ma che negli ultimi anni ha un livello abbastanza costante. Quello che è interessante notare è la periodicità dei picchi alti, sono i momenti in cui le società cominciano a pensarci (febbraio, maggio e settembre) mentre nei picchi bassi (aprile, agosto/settembre) si denota il momento di disinteresse maggiore della tematica.

Cosa possiamo comprendere da questo? Innanzitutto che a riguardo non c’è un’attenzione costante sulla tematica e che spesso ai picchi alti seguono o precedono picchi alti come se si volesse recuperare il tempo perduto documentandosi il doppio. In tal modo abbiamo non una preparazione costante ma solo quando serve.

Se avrete la pazienza di andare su google trends e guardare il risultato mondiale della ricerca, noterete anche guardando la mappa come in realtà di sport marketing si parli poco in Italia rispetto ai paesi più sviluppati in questa tematica (UK, USA, Germania, Francia) dove i picchi alti sono ben di più durante i 12 mesi.

Abbiamo quindi, un dato importante, siamo indietro ancora sul comprendere che lo sport marketing durante l’anno è qualcosa su cui restare aggiornati, che non serve solo per le sponsorship visto che febbraio,maggio e settembre sono i mesi in cui generalmente ci si muove per cercare partner commerciali.

Top Italian Brand: quando lo sport aiuta a al valore di marca

Da una ricerca fatta dalla mpp consulting sul valore di marca ci fa notare come 20 sui primi 25 marchi abbia a che fare in modo importante con lo sport.

Ricordiamo solo i primi 3 per praticità ma il discorso potrebbe farsi per tutti i marchi in modo dettagliato:

1)Ferrari: nato per le corse e da lì nasce il mito

2)Prada: in un momento buio per l’azienda la proprietà decide di investire nella vela. Nasce Lunarossa e rinasce il marchio Prada.

3)Armani: aziende da sempre leader per la moda, si cimenta nel basket assumendo sponsorizzazione e proprietà della più prestigiosa squadra italiana: Olimpia Milano

Lo sport è quindi strumento per dare valore al marchio, bisogna comprenderlo come manager sportivi per poi farlo capire anche alle aziende a cui si propone una partnership.

Un’azienda come Prada non riesce più a fare a meno del brand Lunarossa, si potrebbe dire quasi che il prodotto ha cannibalizzato la marca

Sponsor in calo anche nel 2013: – 6,4%

La nota di Stageup, studio che annualmente analizza l’andamento delle sponsorizzazioni in Italia, così si esprime:

“Prosegue il calo degli investimenti. Il 2012 si è chiuso a -8.2% sul 2011 (la perdita dal 2008 è salita a 507 milioni, -28%).

La maggior quota dei denari (61% del totale) va allo sport. Dal 2008 la cultura ha perso il 42% dei fondi.
Prevediamo per il 2013 un’ulteriore discesa degli impieghi: -6.4%.
Aggregare l’offerta, puntare su progettualità e analisi dei ritorni, investire sul marketing
valorizzando potenzialità del territorio e community online sono vie percorribili per combattere la
crisi e preparare un rilancio degli investimenti.”

Bisogna semplicemente prenderne atto e ascoltare i consigli che non vengono solo dal sottoscritto, ma come si può vedere da tutti i professionisti del settore.

Sponsorship: bisogna aver inventiva come Giacomo Lucchetti

Nella mia attività lavorativa ho la possibilità di conoscere e parlare con molte persone, che mi mettono nella possibilità di venire a sapere di attività marketing davvero interessanti.

Penso in particolare al Team di Giacomo Lucchetti un motociclista assai appassionato e sostenitore delle tematiche animaliste.

Avendo due passioni, con intelligenza ed inventiva ha semplicemente fatto una cosa facilissima: le ha unite. Creando così una comunicazione con tematiche ad alto contenuto valoriale in un ambito (come quello delle corse motociclistiche) in cui certe tematiche non sono mai toccate si è differenziato dalla concorrenza.

Le cose fatte bene sono quindi quelle semplici, lo sport è un contenitore in cui inserire in migliori contenuti possibili. Avanti il prossimo con iniziativa etica…non solo il Barcellona può mettere il logo UNICEF sulla maglia…

Uno sport più etico e con tematiche alte (indipendentemente dal fatto che possano essere tematiche di nostro interesse) non potrà certo che giovare in una società in cui tutti sono pronti a lamentarsi e mai a proporre.

Francia avanguardia della medicina: sport su ricetta medica

Importante notizia che arriva dal Paese transalpino nel quale si comincia a comprendere che davvero lo sport può diminuire le spese sociali e mediche.

Un tale progetto rivoluzionario dobbiamo sperare non solo che venga applicato bene, ma che presto possa essere proposto in Italia con successo.

Questo permetterebbe al settore uno sviluppo e una possibilità di diventare volano per posti di lavoro e produzione, infatti si venderebbero più tute,scarpe e aumenterebbero i corsi di ginnastica dolce o altre attività sportive. Anche a livello farmaceutic si venderebbero più integratori, ma meno medicini mutuabili.

Questo porterebbe una minor spesa per ricoveri negli ospedali e altri benefici interessanti come l’abbassamento delle tasse.

Lo sport in età pediatrica è già un dibattito acceso tra i medici ( vedasi il video qui sotto) perchè non ampliarlo a tutti?

qualcosa al ministero della salute si muove però è ancora poco per essere una campagna di sensibilizzazione completa

Terre Verdiane Volley: come lo sport promuove il territorio…e bene

La settimana scorsa ho parlato male del volley femminile e dei manager delle società sportive.

Ma per nostra fortuna, pecore nere (sta volta non con accezione negativa) ci sono e fanno cose degne di lode.

Nel volley femminile spicca certamente l’idea del TVVolley o meglio Terre Verdiane Volley, un progetto di vera promozione del territorio parmense e della sua cultura musicale. Ogni ragazza è abbinata ad una località significativa, una vera e propria ambasciatrice.

I risultati sul campo non sono quindi lo scopo fondamentale dell’iniziativa, bensì la promozione nei palazzetti italiani del turismo verdiano. Lo sport e la cultura insieme possono fare molto ed è bello vedere che c’è chi crede a queste cose!

Bravi agli ideatori e gestori di questa iniziativa di cui alleghiamo il link che deve essere assolutamente letto e preso d’esempio da molti, se non da tutti. Le amministrazioni pubbliche dovrebbero tenere a mente questo interessante ed efficace mezzo di promozione.

Ecco l’azione di marketing territoriale spiegata nel video dai diretti protagonisti

Volley femminile: Modena e Crema dimostrano assenza di serietà nel marketing e nel management

Come molti già sapranno anche Modena da circa un mese ha chiuso i battenti della sua stagione a causa di una mancanza di denaro. 

Mentre scrivo le cause non sono ancora chiare, se sia colpa dello sponsor che non paga o del management che non ha saputo gestire il montante ricevuto in precedenza, anche Chieri-Torino versa in gravi condizioni e rischia di seguire l’esempio modenese.

Di certo c’è una tendenza, fare squadroni per arrivare in alto, è normale, vincere è nello sport di vertice l’obiettivo primo, ma a volte bisogna saperlo fare lentamente, per gradi. Invece ci troviamo davanti a società sportive che vogliono vincere e in fretta per riempire i palazzetti di tifosi e i backdrop di sponsor.

Ma la rana si sa se si gonfia troppo poi scoppia. A perdere è il movimento intero del volley e non solo due piazze. Modena per altro era terza in classifica, Chieri è anch’essa uno squadrone di vertice.

Più che a regole più severe per entrare ci vorrebbe formazione del management a tutti i livelli, certificata e organizzata da federazioni e leghe. Così si costruisce la casa sulla roccia. Se il presidente Fabris pensa anche allo stop del campionato vuol dire che a livello manageriale complessivo le società non sono preparate in modo consono.

Ecco poco prima del baratro cosa diceva la giocatrice Jenny Barazza

Tennis Italiano: Errani-Vinci icone da promuovere

Ancora una volta il duo Errani-Vinci ci rende orgogliosi di essere italiani sui campi da tennis.

La loro bravura è tale da renderle certamente tra le migliori in senso assoluto, avere campionesse del genere significa avere un patrimonio da sfruttare per promuovere lo sport in questione.

La FIT quindi deve pensare di usare la loro immagine per campagne promo nelle scuole e coinvolgere gli sponsor affinchè vengano usate per gli spot e le campagne promozionali, non possiamo pensare a un tennis italiano senza questo fantastico duetto femminile!

Anche i responsabili dell’immagine delle due ragazze dovrebbero pensare ad una strategia di comunicazione comune, “due gusti is megl che uan” diceva una pubblicità di anni fa… ecco che possiamo renderlo attuale unendolo allo sport e allo sport femminile senza parlare di calendari e calendarietti più o meno ammiccanti ma andando a quello che un’atleta deve dare: prestazioni al di sopra degli altri.

Errani-Vinci sono questo due ragazze italiane, entrate nella storia del tennis ed ora in grado di trascinare gli italiani alla pratica sportiva, non facciamoci ancora del male, altrimenti il tennis resterà uno sport minore per sua deliberata e autolesionistica scelta.