32 Ways to Be a Champion in Business: not in Italy

Ho finito da leggere da poco questo libro davvero interessante e molto bello di Magic Jonnson su come diventare bravi nel creare business.

Devo ammetterlo, credo che quello che scrive sia davvero molto sensato. Il problema è che ai principi base va aggiunto il fatto che lui ha le porte spalancate ovunque. Da qualche giorno poi, sappiamo che è presidente di una squadra di baseball.

Nel libro più volte si parla di fiducia datagli da presidenti di Sony, Pepsi, etc. La domanda è se davvero in U.S.A. funziona così per tutti o solo per chi è già famoso.

In Italia sappiamo che mai avverrebbe una cosa come quella raccontata nel libro. Mai e per nessuno.

Sarebbe interessante invitare Magic a tentare l’avventura economica in Italia.

Dall’altra è interessante notare come un campione sportivo riesca a promuovere un corretto approccio imprenditoriale attraverso lo sport. In Italia al massimo abbiamo Ibrahimovic che ci racconta come insultare gli altri. Nessuno sportivo del nostro Paese ha saputo riciclarsi come guru dell’economia…anche questo deve farci riflettere.

Se siete pratici con l’inglese ecco un video che può darvi idea sul contenuto del libro

Comments

  1. giorgio says:

    interessante video ,alla fine il messaggio e piu o meno questo:
    ,mi importa quello che fanno le altre squadre pero dipendiamo da noi e dai nostri risultati,
    si possono applicare tanti concetti allo sport o dallo sport verso il business ,solo ricordare che a parte di noi c’ e’ tante gente e tanti team che vogliono vincere e chi e’ sulla cima non vuole scendere e cerchera di rimanere su ,…

  2. Andrea says:

    esatto Giorgio! grazie del commento!
    io mi e vi chiedo è possibile in Italia seguire il suo esempio?

  3. Alberto Cei says:

    Sì molto interessante, in Italia è certamente più difficile anche se abbiamo Mauro e Vialli che hanno una fondazione che opera molto bene, piuttosto che Gianni Lanfranco, ex pallavolo, che è proprietario della Molten (attrezzature sportive) e altri ancora. Purtroppo manca il retroterra culturale e di competenze in troppi campioni per mettersi a capo di iniziative importanti.

  4. Andrea says:

    Interessante anche quello che dici tu Alberto, quello che però manca è ex-sportivi imprenditori di successo in altri campi che non abbiano a che fare con lo sport. Manca la formazione, una cosa su cui dobbiamo riflettere ed investire.

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