Doping: reato o stupidita’?

Continua la nostra rubrica dedicata ai campioni olimpici e al loro punto di vista sull’allenamento mentale.

L’oro di Jessica Rossi ha portato l’attenzione di mezza Italia su uno sport che si sente nominare praticamente soltanto alle Olimpiadi: il tiro a volo! Si sono letti molti commenti dei giornalisti sull’impassibilità ‘ con cui la giovane atleta abbia raggiunto un traguardo così prestigioso. E su questo aspetto si e’ subito pronunciato il suo “mental coach” Roberto Re, raccontando la grande pianificazione di questa gara. Ai nostri lettori più affezionati non sarà sfuggito il fatto che in questa occasione non si parli di psicologia dello sport ma si usi un termine che va molto di moda, incute meno timore ma spesso non chiarisce neanche  così bene la differenza che c’è tra uno psicologo che si occupa di sport e altre figure che di tanto in tanto si vedono a fianco degli atleti. Ma su questo dedicheremo un post ad hoc.

Ma oggi vogliamo parlare di due grandi “teste sportive”. Da una parte la testa di una pluricampionessa che a 48 anni tenta l’ennesimo record della sua carriera:  Josefa Idem. Una donna che per quattro anni ha preparato questa Olimpiade nei minimi dettagli (e ovviamente una grande atleta come lei non si pone neanche il problema se lo psicologo serve, lei sa che e’ fondamentale!) e  non ha cercato scorciatoie.

Dall’altra un atleta che la testa sembra averla persa commettendo una stupidaggine proprio alla vigilia dei Giochi: Alex Schwarzer. Mi limito a definirla stupidaggine perché come penso molti di voi sono rimasta senza parole. “Volevo correre piu’ forte…”  L’atleta che per Pechino aveva affrontato anche un percorso di allenamento mentale ha preferito, per Londra, ricorrere alla chimica. E poco serve ricordare che studi scientifici dimostrano che con la preparazione mentale abbinata ad una corretta preparazione fisica si possono ottenere risultati superiori al doping: ovviamente questo richiede un po’ di fatica!!! E non serve neanche chiedersi se qualcuno glielo abbia mai spiegato o cosa sia successo nella testa di questo atleta: forse il suo psicologo potrebbe sapere la risposta!

Da quasi meno fastidio Clemente Russo che liquida lo psicologo azzurro dicendo orgogliosamente di non aver mai fatto un colloquio con lui perché lui non si mette in gioco!

Crediamo fermamente che qualsiasi siano i risultati raggiunti il vero atleta e’ colui o colei che si mette in gioco costantemente, che accetta la sfida e non cerca scorciatoie. Pianifica il suo sogno e lotta per raggiungerlo anche quando sembra un record impensabile.  E se Josefa può continuare ad inseguire il suo non trovo spiegazioni per ALex che ha gettato via il proprio e quello di tutti quelli che con lui hanno lavorato. Ma forse a questo lavoro ne e’ mancato un pezzo importante…

 

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