Ice Sledge Hockey, al via la quarta edizione del Torneo “Città di Torino”

Lo Ice Sledge Hockey torna protagonista a Torino per una cinque giorni che si preannuncia entusiasmante. Da  domani al Palaghiaccio Tazzoli si disputerà la quarta edizione del Torneo “Città di Torino”, a contendersi il trofeo, quattro tra le nazionali protagoniste dello Ice Sledge Hockey internazionale. Oltre  ai padroni di casa dell’Italia, Campione d’Europa 2011, ci saranno: il Giappone (medaglia d’Argento a Vancouver 2010), la Repubblica Ceca (vice Campione d’Europa) e la Russia (vittoriosa agli ultimi Campionati del Mondo Pool B 2012).

Divenuta ormai un’importante consuetudine, le partite degli azzurri, avranno come cornice, l’entusiasmo di un pubblico particolare, i ragazzi delle scuole di Torino e Provincia e come nelle scorse edizioni del torneo. Il coinvolgente “chiasso” delle scolaresche sarà il cuore pulsante delle partite della nostra nazionale.

Su Rai Sport 2 (canale 58 DTT – canale 228 piattaforma SKY), sarà possibile seguire, in diretta, gli incontri degli azzurri di martedì, mercoledì e venerdì, mentre la finalissima di sabato alle 17.30 sarà trasmessa in differita lunedì 11 febbraio dalle 12.15. Tutte le partite saranno comunque visibili in streaming sul sito www.raisport.rai.it.

Il calendario delle gare:

martedì 5 febbraio

ore 10.00: ITALIA – Repubblica Ceca

ore 15.30: Russia – Giappone

 

mercoledì 6 febbraio

ore 10.00: ITALIA – Giappone

ore 15.30: Russia – Repubblica Ceca

 

venerdì 8 febbraio

ore 10.00: ITALIA – Russia

ore 15.30: Giappone – Repubblica Ceca

 

sabato 9 febbraio

ore 15.00: finale 3°-4° posto

ore 17.30: finale 1°-2° posto

 

Gli incontri si svolgeranno al Palaghiaccio Tazzoli, in via San Remo 67, e sono tutti ad ingresso libero.

 

Sledge hockey: Tori Seduti tra presente e futuro

Fine anno, tempo di bilanci e previsioni, di un intreccio tra consuntivi e speranze che in ambito sportivo si tramutano in elementi di ghiottoneria per il tifoso e in stimoli ed occasioni di riflessioni per gli atleti.

In questo particolare clima, mi fa piacere, iniziare un tour tra i protagonisti della Torino paralimpica, puntando il focus, soprattutto su quelle realtà societarie, che negli anni si sono eretti a gonfalone dell’intero sistema. Inizio questo stimolante peregrinare, restando attinente alla stagione invernale in corso, dal ghiaccio dei ragazzi dello sladge hockey, quei Tori Seduti che già a partire dal nome godono di un elevato livello di torinesità.

Approfondiamo il momento dei Tori , riflettendo tra presente e futro, con Gregory Leperdi, attaccante e leader dei Tori Seduti

  • Il 15 dicembre prossimo, sabato, il match con South Tyrol Eeagles, segnerà la chiusura dell’anno solare e un ideale giro di boa di una stagione avvincente.  Soddisfazioni? Recriminazioni? E’ positivo il doppio bilancio?

Soddisfazioni di questa nuova stagione… In primis siamo contenti che si sia aggiunta una nuova squadra a quelle presenti in Italia: le Aquile senza confini di Pontebba (UD). Si chiamano così perché raggruppano giocatori italiani, austriaci e sloveni. Siamo inoltre in contatto con diverse città che hanno mostrato interesse a far nascere nuove squadre: Milano, Bergamo, Parma, Bologna, Roma. Se qualcuno fosse interessato a provare, basta solo che ci contatti tramite il nostro sito www.toriseduti.org

Recriminazioni.. Per ora nessuna.. Per ora!  

  • Gregory, un invito con annesse motivazioni, a gremire le gradinate del pala Tazzoli in occasione della partita con la compagine trentina.

Le partite al pala Tazzoli sono sempre molto più di una semplice partita. Oltre all’agonismo e l’intensità tipiche del hockey su ghiaccio, c e’ anche un bel contorno:

musica, esibizioni di pattinaggio artistico negli intervalli, giochi a premi per il pubblico e simpatiche idee regalo al banchetto dei nostri gadgets. Insomma un’ora e mezzo di tempo che vola via per tutti, diverte voi e carica noi!

  • Tra una sempre numericamente e qualitativamente importante presenza dei giocatori del club torinese e i frequenti tornei di prestigio ospitati nel palaghiaccio di Corso Tazzoli, sotto la Mole la nazionale è di casa.  Sta per arrivare un anno pre paralimpico, quali attese e prospettive? E’ già stilato un percorso di preparazione all’evento?

Questa stagione e’ determinante per la nostra nazionale in quanto dovremo classificarci almeno quinti al Mondiale in Korea ad aprile per qualificarci direttamente alle prossime Paralimpiadi di Sochi 2014 dove ambiamo ad una medaglia. La concorrenza sta diventando sempre più spietata. Oltre alle favorite Usa e Canada, e le veterane Rep. Ceca e Norvegia, stanno emergendo esponenzialmente Korea e Russia.

Noi abbiamo un bel gruppo di giocatori esperti che si sono fatti le ossa tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei (ndr l Italia e’ campione europeo in carica), nel quale si stanno inserendo talentuosi giovani.

Le tappe che ci porteranno al Mondiale sono:

21-23 Dic. Raduno a Torino con esibizione sabato 22 alle 17.45 al PalaTazzoli

2-9 Feb. Torneo internazionale a Torino con Rep. Ceca, Russia e Giappone

28 Feb. – 4 Mar. Torneo internazionale a Solleftea (SWE) con Norvegia, Svezia e Estonia

14-17 Mar. Raduno a Bolzano

8-21 Apr. Mondiale in Korea (Korea, Canada, Italia, Russia, USA, Rep. Ceca, Norvegia, Svezia)

 

Venite a vedere di che pasta siamo fatti sabato 15 dicembre alle 17,30 al palaTazzoli!

 

 

 

 

DiSport, puntata dedicata al ciclismo

Domani, Domenica 11 novembre alle 23 su Quartarete Blu (canale 112 del digitale terrestre) torna “DiSport”, la trasmissione mensile che racconta con tono informale il mondo dello sport paralimpico.

La nona puntata del programma condotto dalla Presidente Provinciale CIP Torino Silvia Bruno avrà in studio tre ospiti: Tiziana Nasi (Presidente della Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici), Fabrizio Topatigh (vice campione italiano di mountain bike disabili) e Davide Damosso (assistente sociale INAIL).

 Si parlerà dunque di ciclismo e un grande campione di questo sport, Paolo Viganò (Oro alle Paralimpiadi di Pechino 2008) sarà il protagonista del docufilm di 24 minuti realizzato dal giornalista Claudio Arrigoni, che in ogni puntata di DiSport racconta la storia di un importante personaggio del mondo paralimpico.

Ma ci sarà spazio anche per l’investitura di Torino a Capitale Europea dello Sport 2015, per il saluto che il Presidente della Regione Piemonte Cota e l’Assessore allo Sport Cirio hanno voluto rivolgere agli atleti olimpici e paralimpici di Londra e, infine, per l’inizio del Campionato di Ice Sledge Hockey, che ha visto i Tori Seduti piemontesi giocare contro l’Armata Brancaleone della Lombardia.

 FONTE:  Ufficio stampa Quartarete

Emozioni e riflessioni paralimpiche

  A bocce ferme, tornando a pensare a quelle vivaci giornate paralimpiche di fine estate mi sovvengono alcune riflessioni e considerazioni di vario genere.

Il  primo elemento da prendere in considerazione è,  senz’altro, l’approccio all’evento. Seppur sospinti da entusiasmo, da emozioni e sensazioni varie, seguire una paralimpiade, non è  cosa semplice.    E’ alquanto dispersivo districarsi tra un numero davvero eccessivo di classificazioni; misure immesse e  resesi opportune nel corso degli anni per garantire, per quanto possibile, equità alle singole gara ma, non è rara la sensazione di vedere il Movimento cedere alle logiche dello showbiz. E ancora vivo il ricordo del bronzo di Annalisa Minetti nei 1500 metri, lei cieca assoluta giunta dietro a due atlete ipovedenti, dotate non solo di qualche barlume di vista ma anche di un manifesto vantaggio. Questa è stata l’anomalia più lampante, più vissuta dal pubblico italiano, ma tante se ne sono perpetrate nel corso della manifestazione. Accorpamenti imposti da fattori esterni, dubbi sulla liceità di alcune protesi, sempre più performanti spesso a scapito della regolarità delle competizioni andando a minare oltre a quest’ultimo aspetto anche lo spirito olimpico e il già non semplice approccio dell’appassionato/ telespettatore.

Capitolo tv. È innegabile che rispetto alle passate edizioni sono stati fatti passi da gigante, Sky con i suoi cinque canali   dedicati e la Rai con 11 ore di media di programmazione quotidiano hanno colmato un vuoto imbarazzante sia a livello di qualità che di quantità, ma anche in questo ambito la perfezione è ancora  lontana. Non deve apparire uno sproposito l’essere così esigenti, è normale attendersi molto da e per un Movimento in piena fase di decollo. Sky, fermo restando la vasta offerta, si limitava a proporre gli eventi prodotti dalla regia internazionale, lasciando scoperte competizioni appetibili per la platea italiana, quali ciclismo e tiro con l’arco, portori sani di medaglie. RaiSport, poneva rimedio a queste lacune, con immagini prodotte in proprio, sforzo apprezzabilissimo ma dalla scadente qualità.  Il risultato è stato quelle di assistere a gare di tiro con l’arco riprese a metà, si vedeva partire la freccia ma non l’approdo sul tiroassegno, e a gare ciclistiche, che avevano come teatro un circuito di formula uno, riprese con un paio di telecamere fisse. Ad esempio, le attese per il grande “evento Zanardi”, per chi penava di assaporare la competizione passo passo,  sono andate deluse.

Entrambe le emittenti hanno completamente ignorato sport come “la boccia” (versione paralimpica del gioco de le bocce) e il goalball (una sorta di calcio seduto per non vedenti), discipline che avrebbero suscitatati un grande interesse oltre che fungere da veicolo promozionale e sarebbe state buona cosa, considerato che in Italia non ci sono realtà di questo tipo. Al contrario,  rugby in carrozzina,  sitting volley e calcio a cinque per non vedenti, altri sport non praticati nel nostro Paese, hanno riscosso grande successo. E se tra 4 anni avremo delle rappresentative anche in questi sport, a torto considerati minori, la cartina di tornasole di questa recente visibilità sarà molto significativa.

A rischio di ripetermi per l’ennesima vota, sono stati giorni di notevole spessore emotivo. Una podio azzurro è sempre un’emozione, un grande gesto atletico altrettanto, ma anche un momento, un gesto, un discorso possono veicolare sensazioni particolari. Chiaramente la soggettività funge da filtro andando a formare personalissime griglie dettate da stati d’animo singolari e momentanei. Nella mia personale pole position, e non potrebbe essere altrimenti, c’è Alex Zanardi, tronfi attesi i suoi, ma ugualmente ampiamente assaporati. Si rischia di cadere nel banale con il campione bolognese ma la sua tenacia, il suo sapersi reinventare  lascia sbigottiti, al pari della sua genuinità e assenza di filtri nelle dichiarazioni come nelle esultanze. Alvise De Vidi, un autentico  fuoriclasse, atleta dalla bacheca offlimits, dalla carriera folgorante e, i numeri lo confortano, ha piazzato l’ennesima zampata, calcando ancora una volta il podio salendo sul secondo gradino. A colpire è anche la sua versatilità, ha gareggiato ed ha vinto nell’atletica e nel nuoto, presto  lo vedremo in versione più grintosa sui parquet di rugby in carrozzina. È la storia del movimento paralimpico  italiano, non può non emozionare. Sono probabilmente di parte, ma lo sprint accende la mia fantasia, deve essere questo il motivo per cui le affermazioni di Martina Caironi e Oxana Corso hanno suscitato in me qualcosa di particolare.  In particolare Oxana Corso, la romana di San Pietroburgo, ma  ha regalato una emozione intensa, mi sono rivisto con le debite proporzioni, nel suo stile di corsa incerto seppure,  determinato e vincente.

Flash, storie, vittorie, sconfitte, rivincite in senso lato tutto e tanto altro sono elementi che vanno a comporre  uno splendido mosaico, chiamato paralimpiade.

 

FOTO:  http://www.pianetadonna.it/

 

Paralimpiade azzurra, ottimi risultati

 In linea con l’intero andamento dei Giochi, anche nell’ultimo weekend paralimpico, gli atleti azzurri hanno fatto molto bene, facendo segnare alla casella del medagliere contrassegnata dal “tricolore”, quota 28, un risultato ottimo, confutato anche da varie analisi tecniche.

Ancora una volta ha issato la sua handbike portandola in trionfo dopo un entusiasmante bis d’oro. È seriamente candidata a divenire la foto della paralimpiade italiana quella che ritrae Zanardi che solleva festante il mezzo che gli ha consentito questa duplice  vittoria. Il 45enne bolognese, nella terz’ultima giornata dei giochi, venerdì 7 settembre, ha tagliato per primo il traguardo anche nella corsa in linea, concludendo una gara dai molteplici volti, avendo la meglio al termine di una combattuta volata.  A precedere di poco, Zanardi, Vittorio Podestà, con un altro alloro dal lampante luccichio: il bronzo in classe H1.   Alex, uno dei top atleti nazionali del momento in assoluto, ha trionfato a Brands Hatch un circuito che lo ha visto già protagonista in un passato che appare lontanissimo, su una monoposto di formula uno, per quella che è l’immagine più suggestiva di una “photogallery” molto particolare.

Altra giornata, altra medaglia per Zanardi che, insieme alla piemontese Francesca Fenocchio e al suo amico, Vittorio Podestà, ha agguantato un prezioso argento nella staffetta H1-H4, cedendo il passato solo all’accreditato trio stelle e strisce.

 Un ricco portfolio di medaglie quello del ciclismo che con il trionfale ultimo fine settimana,  sale a quota 10. A  rimpinguare il bottino della bici paralimpica, sono l’argento nella gara su strada  mix T1-2 di Giorgio Farroni; l’ora tanto bello quanto inatteso dei fratelli Pizzi,  protagonisti di una splendida gara nella prova su strada in tandem 104 km.

Insieme al ciclismo, a fare a fare la parte del leone, in questa paralimpiade italiana ricca di medaglie, il nuoto con 7 allori e l’atletica leggera con 6.  Cecilia Camerini ha suggellato con un fantastico bronzo nei 400 stile libere, S11, un’edizione dei giochi  da incorniciare.

Altrettanto esaltante, dalla pista dello stadio olimpico, la conferma d’argento di Oxana Corso nei 100 metri T35.

Grandi conferme ma anche notevoli prospettive accomunano nuoto e atletica, a testimonianza di uno stato ottimo di salute e di un futuro che non può che essere roseo.

 

Ed è buono lo stato di salute dello spot paralimpico piemontese che i giochi di Londra ci restituiscono. Due atlete salite sul podio, certo sul secondo gradino ma a volte il divario tra le due posizioni è infinitesimale o, altre volte, vista la “statura” dell’avversario è il massimo cui si può aspirare, ed è il caso delle affermazioni   di Francesca Fenocchio nella staffetta mista di handbike e di Elisabetta Mijno  nel tiro con l’arco.

Da segnalare una serie di buoni piazzamenti, indice di uno stato dell’arte dal segno positivo,  La novarese Mariangela Perna in coppia con la siciliana Veronica Floreno, per restare al tiro con l’arco, ha sfiorato il bronzo, arrendendosi solo all’Iran. 

Un buon quarto posto, nel ciclismo, è quello di Paolo Vigano nella gara in linea, classe C3, prova vinta dall’azzurro Roberto Bargna

Da ola il sesto posto della torinese  Silvia De Maria, nel duo di canottaggio con il romano Daniele Stefanoni, proibitivo fare meglio di Cina, Stati Uniti e Francia.

Bronzo sfiorato per Andrea Macrì nel fioretto in carrozzina a squadre, insieme ai compagni Matteo Betti e Marco Cima.

Nella finale per il bronzo contro Hong Kong gli azzurri sono andati vicini alla vittoria, perdendo per sole tre stoccate: 45-42. Bella prova dell’atleta torinese delle Fiamme Oro, che nei suoi assalti ha avuto le meglio in due volte su tre.

Ai piedi del Podio anche Michela Brunelli del Tennis Tavolo Torino, che  nella gara a squadre, con  Clara Podda e  Pamela Pezzutto, ha perso il bronzo lasciandolo nelle mani delle padrone di casa della Gran Bretagna.

Sono mancate le medaglie, non le buone prove ma seguitando su questi percorsi di crescita, i podi verranno.

Una splendida giornata

È stata una splendida giornata, andando di emozione in emozione, mi piace citare il buon Vasco. Alex, Assunta e Martina. Tre ori annunciati, tre medaglie pesanti, di cui due vittorie provenienti da lontano, dallo sport olimpico volendo far rientrare in questo calderone anche l’automobilismo. Una giornata vissuta intensamente con il telecomando ben saldo in mano, tre grandi urli su tutti ma le esultanze non si sono esaurite ai tre ori. Da trepidazione e gioia, anche se le varie regie non sempre hanno consentito di vivere l’evento, anche le imprese di Ivano, Luca e Matteo.

La medaglia d’oro di Assunte Legnante ha radici a Torino, è qui che lo scorso maggio ha fatto il suo ingresso nel Movimento a tra gocce, agli Assoluti, facendo suoi due titoli italiani, solo una premessa.. Assunta già ipovedente, ha preso parte alle Olimpiadi di Pechino, a causa di glaucoma diviene non vedente. La  sua caparbietà leconsente una ripartenza pressoché immediata.

Premesse mantenute, l’atleta napoletana ha gettato prepotentemente il “peso” nell’oro, stravincendo nella categoria F1/F2, migliorando il precedente record del mondo in cinque lanci su sei: senza  parole. Nel post gara  dichiara di voler diventare “il Pistorius italiano”, lasciando intendere di voler in futuro, prendere parta ad Olimpiadi e Paralimpiadi. Ambizioni d’oro. 

La regia internazionale, come gia avvenuto in occasione delle Olimpiadi, snobba  i concorsi, ma grazie ad una “personalizzata” RAI si è potuto seguire appieno l’evento..menomale! La RAI sta guadagnando posizioni su posizioni.

 

Le vicende che  hanno portato Alex Zanardi nel movimento paralimpico sono note a tutti,  sono altrettanto note le sue doti di determinazione e intraprendenza.  E grazie a queste doti, dopo due anni di intensa preparazione in un campo per lui del tutto nuovo, tra sacrifici e tanto entusiasmo, ha dominato nella cronometro individuale H4 realizzando con un gran tempo: 24:50.22. Ma trova lo spazio per recriminare, avrebbe potuto fare meglio, è proprio..“Zanardi da Castel Maggiore!”

A trasformare la giornata del ciclismo in un trionfo, l’argento nella crono individuale cat. B, di Ivano Pizzi insieme al fratello – guida Luca, (oro mancato per 2 secondi e 16 centesimi..peccato!) e il bronzo di Vittorio Podestà nella crono individuale H2.

 

A chiudere con il botto la giornata è Martina Caironi, 23enne bergamasca prendendosi medaglia d’oro e record del mondo nei 100 metri, T42. Il suo nome circolava da giorni, c’era fiducia nelle possibilità di Martina. Secondo oro dell’atletica leggera nei giochi e addirittura nella stessa giornata…tanta roba!  Non voglio apparire monotono, ma quante emozioni!

FOTO: http://ilraccoglitoredipensieri.myblog.it

Emozioni e medaglie

Giunge nel torinese una medaglia d’argento, ed è un argento vivo! A salire sul secondo gradino de podio è Elisabetta Mijno da Moncalieri, nel tiro con  l’arco categoria W1/W2.  Non poteva andare oltre l’arciera piemontese che in finale ha trovato il numero uno al mondo, l’iraniana Zahra Nemati. Peccato per le riprese televisive. L’evento, in esclusiva RAI, è stato ripreso in modo parziale: era possibile vedere la partenza delle frecce, ma senza goderne il successivo approdo a bersaglio. Sicuramente ci saranno state delle problematiche a monte, ma non godere appieno della competizione ed esultare affidandosi soltanto ad una simil radiocronaca è stata una sofferenza immane..  

Lunedì 3 settembre lo sport paralimpico azzurro ha calato una coppia d’assi. In tarda mattinata, sempre il tiro con l’arco protagonista,con il nostro porta bandiera, Oscar De Pellegrin, che ha fatto ancora una volta centro. Il plurimedagliato atleta veneto si è aggiudicato un attesissima medaglia d’oro, il suo curriculum paralimpico lasciava ben sperare e le sue dichiarazioni post gara testimoniano una gran determinazione a voler coronare una brillante carriera con una medaglia di metallo pesante. In serata poi,  Alvise de De vidi, una leggenda vivente per il Movimento, coglie l’ennesima conferma e l’ennesima medaglia, vincendo l’argento nei 100 metri piani, T51.  Non ci sono aggettivi per colui che il CONI ha indicato, qualche anno fa, come uno dei migliori 12 atleti del novecento.  Questa medaglia cancella o lenisce la delusione di Pechino, dove vennero eliminate le gare di corsa riservate ai tetraplegici più gravi (la T51, la sua categoria).  

Inizia  molto bene la serata di martedì, con una grande prova che gli è valso un  ottimo bronzo,  secondo medaglia personale e spia di nuoto paralimpico in gran salute.

Grandi emozioni per il bronzo di Annalisa Minetti nei 1500 metri T11/T12, insieme alla sua guida, Andrea Giocondi. Soddisfazione dal retrogusto amaro, l’accorpamento delle due categorie mette insieme non vedenti e ipovedenti. Oro e argento sono andati alla russa Elena Pautova e alla spagnola Cangot, entrambe ipovedenti, come volevasi dimostrare. La Minetti ha fatto fermare il cronometro sul tempo di 4’48”88, record del mondo per categoria T11 (non vedenti) e mai come in quest’occasione, l’affermazione forse abusata, “.. vale oro”, non rischia di cadere nella banalità.

Grande sport, emozioni e spettacolo: ecco le Paralimpadi

Record come se piovesse, un entusiasmo traboccante che buca i teleschermi e lo si legge bene nell’euforia di tutti gli impianti paralimpici londinesi gremiti all’inverosimile. Iniziano con un  eccezionale trittico di medaglie, i giochi in chiave azzurra, viene subito cancellato lo zero dal medagliere italiano, che  alla fine della seconda giornata di gare, segna già quote tre.  Dei tre allori, due giungono dal nuoto che parte subito col piede giusto con il bronzo centrato da Federico Morlacchi nei 100 metri farfalla categoria S9 e da Cecilia Camellini che nella seconda giornata di gare, nei 100 stile libero, cat. S11, è salita sul gradino più alto del podio.

Dall’Aquatic Center allo stadio Olimpico, dove Oxana Corso mette al collo un pesantissimo argento grazie ad un brillante 200 metri, cat. T38. E sabato primo settembre è doppietta Camellini, che bissa l’oro imponendosi anche nei 50 metri stile libero e confeziona le preziose medaglie con tre record del mondo stabiliti nell’arco di 24 ore, fantastico! Sono gia i giochi di Cecilia!

 Stesso sapore di trionfo, ma successi diversi tra loro. Per la Camellini, una conferma e un trend sempre più positivo dopo il doppio argento di Pechino; medaglie che strizzano l’occhio al futuro quelle del diciottenne di Luino Morlacchi e della Corso, diciassettenne romana d’adozione ma nata San Pietroburgo. Un’altra bella conferma   è quelle della pongista Pamela Pezzuto, che ha raggiunto la finale per l‘oro nel torneo singolare femminile (classe 1-2) e si è arresa solo alle cinese Jing Liu, già detentrice del titolo paralimpico. Affermazioni ma anche sogni che svaniscono, purtroppo il cammino verso il podio della nazionale di Weeclhair Basket è gia compromesso; la delusione è grande ma bisogna sottostare alle regole dello sport senza avventurarsi in severe analisi tecniche. Nella prima partita con la Spagna, si è pagato lo scotto del debutto, con gli USA il divario tecnico elevato non lasciava grandi speranze,  con i turchi ce la si è giocata punto a punto fino agli ultimi scampoli di gioco, ed un grande basket messo in mostra contro il Sudafrica, comunque vada..grazie ragazzi

Paralimpiadi distillatrici di vittorie, di sconfitte, di emozioni tra le più disparate, di un gesto tecnico talmente elevato nella sua globalità che ogni forma di retorica a contorno, che sia di qualunque natura, va immediatamente a cadere. E’ sufficiente seguire un paio gare di ciclismo su pista per cogliere tutta una serie di sfumature che concorreranno a decretare il successo della manifestazione. Un Veldrome stracolmo che si entusiasma al pari dei telespettatori, per la classe, per l’agonismo, per le evoluzioni tecnologiche delle bici, per l’abnorme quantità di world record che si registra nell’impianto, ennesima conferma di un tasso tecnico altissimo.  Tutti fattori che, come per magia stabiliscono un particolarissimo, palpabile feeling tra pubblico e atleti, ed è uno spettacolo nello spettacolo. Ed è solo un esempio, cui ne seguiranno tanti in quella che sarà ancora, una splendida settimana paralimpica.

Paralimpiadi, si parte!

Ci siamo, poche ore ormai e allo stadio olimpico di Londra, un’altra fiaccola si accenderà, sarà quella paralimpica, un gesto epico e simbolico al tempo stesso che darà il via a dodici giorni entusiasmanti di gare ed emozioni. Uno dei più grandi eventi sportivi al mondo, secondo solo alle Olimpiadi e a testimoniarlo sono le cifre, numeri importanti: 4.200 atleti provenienti da 165 paesi, 21 discipline sportive, quattro miliardi di telespettatori stimati in tutto il mondo. Seguitando a snocciolare cifre, saranno 98 i componenti della rappresentativa azzurra sulle rive del Tamigi.

Canottaggio, tiro con l’arco, handbike, scherma in carrozzina, ciclismo e tennis tavolo, sono le discipline nelle quali si misureranno gli otto atleti piemontesi.

Da un comunicato stampa del Comitato Paralimpico Regionale, un programma dettagliato con le date delle prestazioni dei rappresentanti dal Piemonte:

Silvia De Maria – canottaggio. Nata a Piscina 39 anni fa, alla seconda esperienza paralimpica dopo Pechino 2008, dove però gareggiava nel tennis in carrozzina. Campionessa Italiana in carica, è in duo con il romano Daniele Stafanoni, la prima gara di qualificazioni sarà venerdì 31 agosto.

Elisabetta Mijno – tiro con l’arco. Torinese, 26 anni, fa parte del Gruppo Sportivo delle Guardie Forestali e ha centrato la qualificazione paralimpica nel 2011 ai Mondiali di Torino, dopo oltre un decennio di successi e medaglie in Italia e nel mondo. La sua prima gara sarà giovedì 30 agosto.

Mariangela Perna – tiro con l’arco. Trentaquattrenne portacolori dell’associazione ASH Novara, sua città natale, soprannominata “Mary Hood”, è campionessa italiana in carica e Londra sarà la sua prima Paralimpiade. Anche per lei prima gara il 30 agosto.

Francesca Fenocchio – handbike (specialità del ciclismo paralimpico dove si pedala con le braccia). Anche lei al debutto paralimpico, 34 anni, fondatrice dell’associazione Sportabili Alba, ha all’attivo due titoli italiani, uno europeo e tre bronzi mondiali e il primo posto, al momento, al Giro d’Italia di Handbike. La sua gara sarà mercoledì 5 settembre.

Andrea Macrì – scherma in carrozzina. Da poco nel Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, già Campione Europeo con la nazionale italiana di ice sledge hockey, la sua storia è nota perché legata al crollo del liceo Darwin di Rivoli del 2008. A Londra gareggerà sabato 8 settembre con il team azzurro nel fioretto.

Paolo Viganò – ciclismo. Lombardo di origine ma biellese di adozione, 43 anni, quattro anni fa a Pechino vinse l’unico oro italiano tra Olimpiadi e Paralimpiadi. Porta i colori del Gruppo Sportivo della Guardia Forestale e sarà in gara mercoledì 5 settembre nella cronometro.

Salvatore Caci – tennis tavolo. Nato a Casale Monferrato nel 1961, è tesserato per il Tennis Tavolo Torino. Alle spalle ha un quarto posto ad Atene 2004 e un quinto piazzamento a Sydney 2000, oltre ad una serie di medaglie fra Campionati Mondiali ed Europei. La sua prima gara sarà giovedì 30 agosto.

Michela Brunelli – tennis tavolo. Veneta della provincia di Verona, 38 anni, a Pechino 2008 vinse l’argento a squadre e fra Mondiali ed Europei vanta un oro, altri quattro argenti e un bronzo. Porta i colori del Tennis Tavolo Torino. Anche per lei primo giorno di gare il 30 agosto. 

Una serie di promemoria che vale la pena di fissare per non perdere niente di questi momenti che si preannunciano emotivamente straordinari. Uscendo dai confini regionali, è opportuno armarsi di un’ingente quantità di post it, anche se è non è un esercizio semplice fare selezione, soprattutto per i golosi di sport. L’evento è ghiotto nella sua interezza, ma ci sono degli appuntamenti suggestivi, per i quali si fa necessario una decisa evidenziazione.

 Giovedì 30 – Natalie Du Toit, la Phelps del nuoto paralimpico, scende subito in vasca. Obbiettivo: rimpinguare il suo personale medagliere, tentando di raggiungere quota sette ori.

Sabato 1° settembre – In padana Assunta Legnante gia olimpionica a Pechino, al debutto dopo vicissitudini varie, in una Paralimpiade.  Impegnata subito nella finale del disco, il cinque la attende il getto del peso.

Domenica 3 – Il Pistorius day! Finale 100 metri al mattino, i 200 alla sera.

Lunedì 4 – E’ il giorno della poliedrica Annalisa Minetti che affiancata dalla sua guida Giocondi, non nasconde le sue ambizioni nei 1500.

Martedì 5 – culmina la grande attesa per il debutto paralimpico di Alex Zanardi. Ha inizio con la crono, il trittico di gare   che lo vede gareggiare in Handbike, il 7 c’è la gara in linea e l’8 la staffetta,

Giovedì 7 – Grande occasione per gli appassionati di grande sport, Esther Vergger, fuoriclasse del tennis in carrozzina, si presenta a Londra, forte di un’imbattibilità che perdura da ben 9 anni. Insegue il sesto oro.

Questo e tanto altro nei prossimi 12 giorni, come non seguire, per esempio, l’affascinante torneo di Basket in carrozzina; e come non farsi attrarre da una grande curiosità per la grossa carica di agonismo che saprà sprigionare il rugby: non poco interesse susciterà la boccia (la versione paralimpica delle bocce) disciplina che proprio da Torino sta provando a decollare e sarà difficile resistere al lo spettacolare goalball, sport poco visibile nel torinese. Solo alcuni esempi, ma grazie ad una finalmente importante offerta televisiva, ci sarà l’opportunità di spaziare tra un campo di gara e l’altro.

Non vi è alcun dubbio, saranno le paralimpiadi più televiste di sempre, quella che si profila da domani, assume i contorni di una grande abbuffata. Sul versante SKY ci saranno 5 canali tematici per oltre 500 ore di programmazione, sugli schermi RAI, i giochi saranno trasmessi da RAI SPORT 1, tutti i giorni dalle 12.00. Si potranno “varcare i confini ed essere nella City” anche via Web: www.londra2012.comitatoparalimpico.it e www.londra2012.abilitychannel.tv.

Buone Paralimpiadi a tutti!

Lasciamoci andare in balia delle emozioni..

 

Oscar Pistorius tra successi e polemiche

 

Si inizia a respirare un clima particolare, è quell’atmosfera olimpica  che si insinua a cadenza biennale e non ha eguali; riesce a regalare quella miscela di sana tensione sportiva, entusiasmo ed alta emotività che nessun altro evento, di qualsivoglia natura, sa dare. Ed una volta spenta la fiaccola olimpica, non ci sarà il classico inconscio velo di tristezza proprio d’ogni kermesse sportiva, poiché i giochi paralimpici saranno lì alle porte, con un’altro grande carico d’emozioni pronto a far breccia su un’altra vasta  platea di sportivi e appassionati.

A  far da trait d’union fra i due eventi, Oscar Pistorius, ciclone, per eccellenza destinato a far parlare di sé. L’atleta sudafricano, realizzando un’impresa senza precedenti, ha ottenuto il pass anche per i giochi a cinque cerchi, divenendo il primo atleta paralimpico a prendere parte ad un’olimpiade. Pistorius scenderà in pista per la staffetta 4×400 e per i 400 metri, entrando, di diritto, nella storia dei giochi e  dello sport. Ma il dibattito è più che mai acceso, è regolare la partecipazione dell’atleta di Pretoria alle olimpiadi, soprattutto in virtù delle sue speciali protesi?

Tra le molteplici opinioni, spicca per competenza, l’intervento di Livio Berruti, oro nei 200 metri allo olimpiadi del 1960 a Roma. Berruti, ha ben argomentato, sulle pagina de “La Stampa”, le sue perplessità in merito alla partecipazione olimpica del campione sudafricano. Nella sua “Lettera al Direttore”, l’olimpionico piemontese, affronta il tema su un piano strettamente tecnico. Un paio di passaggi, sono meritevoli di attenzioni, nel primo, Berruti, ci porta a conoscenza di dati utili alla formazione di una consapevole opinione. Scrive Livio Berruti: ”.. Ma anche le protesi di Pistorius, che secondo accurati studi di biomeccanica fatti da importanti laboratori stranieri, soprattutto tedeschi, danno una risposta elastica alla spinta superiore del 30% a quella di un piede normale (e inoltre sono esenti da ogni forma di affaticamento muscolare), non sono forse configurabili come una sorta di doping tecnologico?“. Il secondo passaggio è un paragone, a suo modo, illuminante: ” Se invece applicassimo il principio di Pistorius a una persona priva di un braccio e la si dotasse di un arto artificiale di potenza tale da lanciare un peso o un giavellotto ben oltre gli attuali record mondiali, con questo precedente chi potrebbe vietarlo?

Ad un livello tecnico pare arduo contrastare queste tesi, ma per un’analisi completa occorre prendere in esame anche altri parametri, che esulano da rigidi steccati tecnologici. Altra considerazione: perché questa sorta di doping tecnologico non dovrebbe alterare anche il risultato delle gare paralimpiche? Dove astruse classificazioni, in special modo nell’atletica, portano da sempre, ad animate discussioni sulle categorie nelle quali vengono suddivisi gli atleti.

Faccio mia una riflessione di Mario Calabresi, direttore de “La Stampa”: ” trovo positivo che una persona disabile, a cui sono state amputate entrambe le gambe a soli undici mesi di vita, possa avere oggi il problema di essere accettato o escluso dai Giochi Olimpici. Questo significa che è stata fatta molta strada, nella medicina e nella tecnologia, ma anche nella cultura della società, che sta imparando a essere più includente, a rispettare e valorizzare chi un tempo era emarginato

 Il dibattito è più che mai aperto e questo non può che rappresenta un elemento positivo.

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